AI fotografia di interni: Adobe si prende Topaz
Nell’AI che riguarda la fotografia di interni, quasi nessun modello nuovo questa settimana: si sono però spostati alcuni confini. Adobe compra il ritocco altrui ed entra nella chat di Google, Google entra nel CAD, e Autodesk mette per iscritto che il suo programma principale col tempo sparirà dentro una piattaforma.
Adobe chiude l’acquisizione di Topaz Labs
Il 23 settembre Adobe ha completato l’acquisto di Topaz Labs. Topaz resta un marchio a sé, app e modelli restano in vendita separatamente, e la tecnologia è già dentro Firefly e Photoshop per l’ingrandimento di immagini e video. Pochi giorni prima Topaz aveva pubblicato l’aggiornamento di settembre, con Starlight Fast 3 che lavora una clip 1080p in circa quaranta secondi.
Chi usa Gigapixel o Photo AI per portare uno scatto d’archivio a formato stampa, o per ripulire un render a risoluzione bassa, ora ha lo stesso fornitore a monte e a valle. Per chi fa fotografia di interni con l’AI è il passaggio più vicino alla consegna. Nell’immediato non cambia niente. La domanda è se fra un anno quei modelli si compreranno ancora una tantum o saranno una riga dell’abbonamento Creative Cloud: Adobe dice che restano indipendenti, non dice per quanto. Comunicato Adobe

Photoshop e Lightroom dentro Gemini, Acrobat dentro Claude
Il 24 settembre Adobe ha reso disponibili Photoshop, Lightroom, Express e Firefly dentro Gemini, su tutti i piani, con un account Adobe gratuito o anche come ospite. In parallelo si allarga quello che si può fare dentro Claude: strumenti Acrobat per riordinare, oscurare e convertire PDF.
Dentro Gemini non c’è Photoshop, c’è un sottoinsieme che si guida a parole: il ritocco si sta spostando dal gesto alla frase, con i programmi che entrano nei modelli e i modelli nei programmi. Quanto di una correzione prospettica si ottenga descrivendola, invece che mettendoci sopra la mano, si scopre provandola. Intanto la parte già utilizzabile è l’altra: capitolati, contratti e liberatorie sono PDF, e riordinarli o oscurarli senza aprire un terzo programma tocca il nostro lavoro quotidiano. Annuncio Adobe

Vectorworks 2027: quando l’AI produce fotografia di interni
Vectorworks 2027, annunciato il 16 settembre e analizzato dalla stampa di settore nei giorni scorsi, include AI Visualizer: i modelli Nano Banana di Google richiamati dentro il programma, per i soli abbonati, con la possibilità di passare fino a quattordici immagini di riferimento.
Quattordici riferimenti è il numero che conta: il risultato si lega ai materiali reali della commessa invece di descriverli a parole, che è il punto dove queste immagini di solito si allontanano dal progetto. Sul rapporto con il modello 3D la documentazione Vectorworks, riferita alle versioni precedenti, spiega che l’immagine non nasce dalla geometria ma dai bordi rilevati nella vista renderizzata, con un cursore di creatività che decide quanto allontanarsene: conta quindi anche quanto è pulita la vista che gli si dà. Quanto valga con i modelli nuovi non è documentato, ed è la prima cosa da provare. Comunicato Vectorworks

Autodesk mette per iscritto che Forma prenderà il posto di Revit
Ad Autodesk University, alla domanda se Forma sostituirà Revit, l’azienda ha risposto nel proprio comunicato “col tempo, sì”. Revit resta, continua a ricevere sviluppo e diventa un client collegato alla piattaforma, dove si spostano progressivamente progettazione, analisi, coordinamento e documentazione. Arrivano strumenti che rispondono a domande in linguaggio naturale sui dati di progetto, generano confronti fra impianti distributivi e segnalano quote mancanti nelle tavole. La stampa di settore parla di un orizzonte di una decina d’anni, non di un cambio imminente.
Non è una notizia sul proprio software, è una notizia sui committenti. Gli studi di architettura stanno per spostare i progetti dentro una piattaforma in cloud dove disegni, dati e revisioni stanno insieme, e quando un progetto vive lì cambia anche il modo in cui si consegna quello che gli gira intorno: versioni agganciate a una revisione precisa, materiale che qualcuno si aspetta di trovare nello stesso posto del resto. Nessuno lo chiederà domani, ma vale la pena arrivarci sapendo come si chiamano le cose. Analisi AEC Magazine

Le immagini di questo articolo sono generate con intelligenza artificiale.
